FRATELLI DI BELGRADO25 settembre - 2 ottobre 2005
Siamo partiti dall’Italia domenica 25 alle sette del mattino, per arrivare a Belgrado verso le 19 e incontrare poi i responsabili del centro culturale della città e accordarci sulle attività da svolgere nei giorni seguenti. Da lunedì 26 a venerdì 30 le nostre giornate si sono susseguite come da programma. Al mattino svolgevamo attività laboratoriale di acrobatica e clownerie con i ragazzi dell’istituto per l’infanzia Jovan Jovanovic Zmaj, in tutto quindici. Il nostro obiettivo era la realizzazione di una piccola performance teatrale da presentare all’apertura del festival “Joy of Europe”. Nonostante il lavoro fosse costituito da varie parti, anche indipendenti, il gruppo è sempre rimasto unito e i ragazzi hanno svolto assieme ogni attività di preparazione, per presentarsi il sabato davanti al pubblico in occasione dello spettacolo conclusivo. Di pomeriggio prendevamo il nostro furgone per affrontare le vie del centro cittadino, raggiungere la piazza davanti al Teatro Nazionale e mettere in scena, là fuori, il nostro spettacolo. Nonostante il clima mite, Belgrado non è abituata agli spettacoli all’aperto e la gente, il primo giorno, ci guardava in maniera un po’ scettica. Abbiamo iniziato lo spettacolo con una certa titubanza, data dal fatto che le persone sembravano aver paura di ridere. Una paura che si è presto sciolta esplodendo in una risata, anche grazie all’ausilio di qualche battuta in serbo. E’ stato bellissimo vedere la piazza ogni giorno più affollata e sentire le risa farsi sempre più chiassose. Di certo non dimenticheremo mai di chi ci ha detto che la comicità non sta solo nelle parole, ma anche, e soprattutto, nelle espressioni, nei movimenti, nei toni. Fino a sabato, ogni giornata si è dunque svolta così, fatta eccezione per gli eventi “extra” di mercoledì e giovedì. Il mercoledì abbiamo partecipato alla presentazione del festival “Joy of Europe”, avvenuta a Palazzo Comunale, ex Palazzo Reale, davanti a tutte le autorità e alle televisioni. Il giovedì abbiamo vissuto uno dei momenti più intensi ed emozionanti della nostra permanenza a Belgrado: il giorno prima era infatti in programma la rappresentazione di Circus all’interno dell’orfanotrofio; la pioggia inclemente aveva però guastato i nostri programmi. Non ce la siamo comunque sentita di deludere la grossa aspettativa creatasi tra i ragazzi e abbiamo deciso di recuperare lo spettacolo di giovedì, incastrandolo tra il laboratorio e la rappresentazione in piazza. Sotto il caldo sole di mezzogiorno abbiamo tenuto i ragazzi incollati a noi per quasi un’ora. Il direttore era entusiasta, nessuno pensava ad una simile partecipazione ed attenzione. Lo spettacolo è finito nel modo più bello: con l’abbraccio dei ragazzi. Poi abbiamo pranzato insieme a loro, ridendo e scherzando nell’austero refettorio. Assieme a loro, nella giornata di sabato, abbiamo poi presentato lo spettacolo preparato durante la settimana. Noi e i ragazzi dell’orfanotrofio ci siamo esibiti nel salone del Palazzo Comunale, davanti a televisioni, autorità e rappresentanze di tutta Europa. Quei ragazzi, con le tutine a righe sopra i poveri abiti di tutti i giorni, i visi dipinti, il sorriso sulle labbra, l’emozione di una giornata forse irripetibile, ma comunque vissuta, e vissuta in mezzo ad altri ragazzi di tutta Europa, ce li abbiamo ancora stampati nella mente. Hvala! (grazie)
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